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Cima Castore 4226m – F+

Dal parcheggio di Stafal, che si raggiunge risalendo l’intera valle di Gressoney, prendere prima la funivia e poi la lunga seggiovia che porta fino al colle di Bettaforca (m. 2.662).

Laghetto nei pressi della seggiovia e alcune vette del Rosa.

Laghetto nei pressi della seggiovia e alcune vette del Rosa.

Da qui seguire il sentiero che, tra pietraie e sfasciumi, porta al passo di Bettolina (m. 2.905) e poi ad una cresta rocciosa attrezzata con corde fisse e scorrimano.
Il suo superamento non presenta particolari difficoltà ma puo’ diventare insidioso in caso di pioggia o di rocce umide e scivolose. Dopo l’attraversamento di un ponte di legno e le ultime zone esposte si arriva finalmente al pianoro dove sorge il rifugio Quintino Sella (m. 3.585) e da cui si vede la Punta Castore (3h/3h30).

Il Quintino Sella

Il Quintino Sella

Il Castore dal rifugio

Il Castore dal rifugio

Lasciato alle spalle il Rifugio Q. Sella s’inizia la salita alla vetta del Castore percorrendo un lungo tratto di ghiacciaio che con pendenza moderata sale fino alla base di un breve risalto immediatamente sotto il Colle del Felik (3.800 m; 30′).

L'alba sopra un mare di nuvole

L'alba sopra un mare di nuvole

In vista della ripida salita per il colle

In vista della ripida salita per il colle

E’ bene fare attenzione a questi pendii e pianori in quanto presentano alcuni crepacci, nel primo soprattutto nella zona verso sinistra dove il ghiacciaio Perazzi cade in Val d’Ayas, nel secondo nella zona centrale in senso ortogonale alla linea di salita verso il Colle; tali crepi possono facilmente essere coperti in caso di buon innevamento.
Giunti alla base del breve ma ripido pendio sotto il Colle Felik (circa 100 m di dislivello) lo si affronta con due lunghe diagonali, una verso destra che scavalca nella porzione mediale una crepacciata terminale e una verso sinistra sul filo della cresta diretta verso il Colle; tale salita la si effettua senza particolari difficoltà unicamente camminando, unico punto di attenzione può essere la crepaccia terminale lungo la prima diagonale.
Alla fine della seconda diagonale si raggiunge finalmente il Colle del Felik (4.061 m; 1h40′).
Dirigendosi in direzione NO si supera tutto il pianoro del Felik e si affronta quindi un pendio di modesta inclinazione che si inerpica fino alla cresta soprastante, che non è altro che la cresta SE discendente dalla vetta del Castore.
In breve si ricomincia a salire progressivamente verso O seguendo la linea di cresta fino a raggiungere una anticima 4.176 m.
Giunti sul punto culminante dell’anticima la cresta discende brevemente in un breve tratto di cresta molto affilata ed esposta (circa 30-40 m) da percorrere con sicurezza di piede ma soprattutto con cautela.

Le sottili creste e la traccia di salita

Le sottili creste e la traccia di salita

La traccia torna quindi ad essere su un tratto decisamente più largo per affrontare l’ultima rampa di 30 m di dislivello per giungere sulla vetta del Castore (4.226 m; 3h).

L'ultima salita

L'ultima salita

La vetta

La vetta

Un grazie a tutti i ragazzie del CAI Legnano che mi hanno permesso di partecipare a questa fantastica esperienza ed in particolare a Guido che ha accettato il rischio di legarsi in cordata con me.

Con Guido poco sotto la vetta

Con Guido poco sotto la vetta (foto CAI Legnano)

Di ritorno dalla cima (foto CAI Legnano)

Di ritorno dalla cima (foto CAI Legnano)

Relazione tratta da [QUI] e [QUI].

Monte Rosa – Cima Gnifetti 4555m – F+

Si percorre in automobile la Valsesia sino al bel paesino di Alagna 1191 m. Nella parte alta del paese si trova la funivia che porta, attraverso 3 tronchi, sino a punta Indren a quota 3260 m. Si comincia ora a camminare; si attraversa un’area con sparsi sfasciumi di incerte costruzioni in legno che ben presto si lasciano alle spalle. Il sentiero piega presto verso destra (NO) e attraverso un ben tracciato percorso su ghiacciaio prima e roccette poi si giunge al rifugio Gnifetti 3647m dove si pernotta.
La mattina presto si parte seguendo un tratto quasi pianeggiante che dicenta poi decisamente più erto quando ci troviamo sulla sinistra (O) della piramide Vincent e si continua a guadagnare rapidamente quota sino a 4000 m. L’ alta quota può cominciare a farsi sentire ma dopo la salita segue un tratto più dolce; sulla nostra destra c’è la cresta che ci separa dal ghiacciaio delle Piode ai piedi della quale si trova il biv. Giordano (o Balmenhorn), utile in caso di maltempo. Si piega leggermente a destra (NE) mirando all’evidente colle del Lys a 4151 m che si lascia presto sulla sinistra raggiungendo una sella nevosa a sinistra del Lundwigshòhe (4260m).

I Lyskamm dal colle del Lys

I Lyskamm dal colle del Lys

Si perde ora quota camminando a mezza costa sul fianco NO della punta Parrot sino ai piedi di un ripido pendio che si risale a grandi zig-zag. Si raggiunge quindi il colle Gnifetti; sulla sinistra (NO) ci sovrasta la cima Zumstein mentre sulla destra la Gnifetti.

L'ultimo ripido tratto

L'ultimo ripido tratto

Si può ora salire al rifugio Margherita, costruito sul culmine della cima Gnifetti. La salita, erta nell’ultimo tratto, non presenta alcun tipo di difficoltà se non quelli dovuti al mal di montagna.

Sulla cima

Sulla cima

Il resto del gruppo

Il resto del gruppo

Alcune delle foto sono state scattate da altri componenti del gruppo.
La descrizione è stata tratta da [QUI].