Mountain & Outdoor

Parco del Mont Avic – Tour dei Laghi

Dal villaggio di Veulla 1300m lungo il sentiero 5c una stradina sterrata porta all’alpe Serva Desot. Dalle baite, attraverso il bosco, si continua a salire fino a raggiungere il Lac de Serva.

Monte Avic

Monte Avic

Dentro il bosco

Dentro il bosco

Lac de Serva

Lac de Serva

Silvia al Lac de Serva

Silvia al Lac de Serva

Superato il lago sulla destra, su ripida salita si raggiunge un evidente ometto di sassi per poi addentrarsi in un’umida valletta.
Attraversato il ponte di legno sul torrente proveniente dal Lac Blanc si giunge all’alpe Cousse e di li su rocce levigate, sempre su sentiero 5c, in breve si giunge al rifugio Barbustel 2200m (3h 30 circa).

Il rifugio Barbustel

Il rifugio Barbustel

Silvia, sullo sfondo il Lac Blanc

Silvia nei pressi del rifugio, sullo sfondo il Lac Blanc

Davanti al Barbustel

Davanti al Barbustel

Letture e riposo

Letture e riposo

Vista notturna del rifugio

Vista notturna del rifugio

Lasciato il rifugio con una breve discesa si giunge al ponticello sull’immissario del Lac Blanc, lago che viene tenuto sulla propria destra, per poi iniziare a salire e passare a monte del Lac Cornu e del Lac Noir.

Ponticello

Ponticello

Laghetti con vista sul Cervino

Laghetti con vista sul Cervino

I laghi

I laghi Cornu e Noir

Giunti alla piana del Pesonet la si attraversa per poi seguire il sentiero che inizia a salire deciso, fino a giungere nei pressi del casotto del Parco e di li a breve al Gran Lac.

Nei pressi del Gran Lac

Nei pressi del Gran Lac

Il Gran Lac

Il Gran Lac

Si costeggia il lago sulla destra e si sale in direzione del Mont Belplat prima e della cresta che separa il Parco dalla val Clavalitè, toccando la quota massima di 2800m.

Laghetti nei pressi del monte Bel Plat

Laghetti nei pressi del monte Belplat

Da qui il sentiero inizia a scendere verso un’ampia sella e un pianoro con alcuni laghetti e di li a breve al Lac Gelè ai piedi della scura parete est del Mont Iverta.

Piccoli nevai sulla discesa verso il Lac Gelè

Piccoli nevai sulla discesa verso il Lac Gelè

Il Lac Gelè

Il Lac Gelè

Dal lago, su segnavia 6 e su ampia mulattiera lastricata si inizia la lunga discesa (1300m circa) attraverso la valle che conduce alla piana di Chevrère e a Veulla (7h circa).

Per la descrizione del percorso in senso opposto e per una mappa del luogo vai [QUI].

SkyTeam Cremona – Lancio in Tandem

Con soli 15 minuti di preparazione eseguirai il tuo primo lancio da 4500 metri.
Agganciato all’Istruttore con una apposita imbracatura “salterai” da un aereo e godrai di 60 secondi da brivido in caduta libera ad una velocità di circa 200 Km/h.

Scarica il video del lancio [QUI].


L'aeroporto

L'aeroporto

La "torre di controllo"

La "torre di controllo"

Il centro SKY TEAM di Cremona

Il centro SKY TEAM di Cremona

Un videoman ti seguirà in tutte le fasi: preparazione, caduta libera e atterraggio. Realizzerà filmato del tuo “salto” che potrai così condividere con chi vuoi.
Non servono doti fisiche, ne visite mediche, ma solo voglia di tuffarsi.

Preparazione al lancio

Preparazione al lancio

Atterraggio

L'atterraggio

Rientro

Rientro

Descrizione tratta da [QUI].

Cima Castore 4226m – F+

Dal parcheggio di Stafal, che si raggiunge risalendo l’intera valle di Gressoney, prendere prima la funivia e poi la lunga seggiovia che porta fino al colle di Bettaforca (m. 2.662).

Laghetto nei pressi della seggiovia e alcune vette del Rosa.

Laghetto nei pressi della seggiovia e alcune vette del Rosa.

Da qui seguire il sentiero che, tra pietraie e sfasciumi, porta al passo di Bettolina (m. 2.905) e poi ad una cresta rocciosa attrezzata con corde fisse e scorrimano.
Il suo superamento non presenta particolari difficoltà ma puo’ diventare insidioso in caso di pioggia o di rocce umide e scivolose. Dopo l’attraversamento di un ponte di legno e le ultime zone esposte si arriva finalmente al pianoro dove sorge il rifugio Quintino Sella (m. 3.585) e da cui si vede la Punta Castore (3h/3h30).

Il Quintino Sella

Il Quintino Sella

Il Castore dal rifugio

Il Castore dal rifugio

Lasciato alle spalle il Rifugio Q. Sella s’inizia la salita alla vetta del Castore percorrendo un lungo tratto di ghiacciaio che con pendenza moderata sale fino alla base di un breve risalto immediatamente sotto il Colle del Felik (3.800 m; 30′).

L'alba sopra un mare di nuvole

L'alba sopra un mare di nuvole

In vista della ripida salita per il colle

In vista della ripida salita per il colle

E’ bene fare attenzione a questi pendii e pianori in quanto presentano alcuni crepacci, nel primo soprattutto nella zona verso sinistra dove il ghiacciaio Perazzi cade in Val d’Ayas, nel secondo nella zona centrale in senso ortogonale alla linea di salita verso il Colle; tali crepi possono facilmente essere coperti in caso di buon innevamento.
Giunti alla base del breve ma ripido pendio sotto il Colle Felik (circa 100 m di dislivello) lo si affronta con due lunghe diagonali, una verso destra che scavalca nella porzione mediale una crepacciata terminale e una verso sinistra sul filo della cresta diretta verso il Colle; tale salita la si effettua senza particolari difficoltà unicamente camminando, unico punto di attenzione può essere la crepaccia terminale lungo la prima diagonale.
Alla fine della seconda diagonale si raggiunge finalmente il Colle del Felik (4.061 m; 1h40′).
Dirigendosi in direzione NO si supera tutto il pianoro del Felik e si affronta quindi un pendio di modesta inclinazione che si inerpica fino alla cresta soprastante, che non è altro che la cresta SE discendente dalla vetta del Castore.
In breve si ricomincia a salire progressivamente verso O seguendo la linea di cresta fino a raggiungere una anticima 4.176 m.
Giunti sul punto culminante dell’anticima la cresta discende brevemente in un breve tratto di cresta molto affilata ed esposta (circa 30-40 m) da percorrere con sicurezza di piede ma soprattutto con cautela.

Le sottili creste e la traccia di salita

Le sottili creste e la traccia di salita

La traccia torna quindi ad essere su un tratto decisamente più largo per affrontare l’ultima rampa di 30 m di dislivello per giungere sulla vetta del Castore (4.226 m; 3h).

L'ultima salita

L'ultima salita

La vetta

La vetta

Un grazie a tutti i ragazzie del CAI Legnano che mi hanno permesso di partecipare a questa fantastica esperienza ed in particolare a Guido che ha accettato il rischio di legarsi in cordata con me.

Con Guido poco sotto la vetta

Con Guido poco sotto la vetta (foto CAI Legnano)

Di ritorno dalla cima (foto CAI Legnano)

Di ritorno dalla cima (foto CAI Legnano)

Relazione tratta da [QUI] e [QUI].

Monrosa Rafting (Balmuccia) – Percorso Classico

Percorso molto suggestivo ed emozionante adatto a tutti ed in particolare per una prima esperienza.
Tratto: da Balmuccia (base nautica) a Varallo.
Lunghezza: 10km.
Difficoltà: media con una rapida più impegnativa (Balmuccia).

Il gruppo durante la lezione teorica

Il gruppo durante la lezione teorica

La discesa verso il Sesia

La discesa verso il Sesia

In acqua

In acqua

Durante la discesa (non siamo noi perchè il fotografo era in vacanza...)

Durante la discesa (non siamo noi perchè il fotografo era in vacanza...)

Il gruppo di ritorno dalla discesa

Il gruppo di ritorno dalla discesa

Alcune informazioni e foto sono state tratte da [QUI].

Monte Rosa – Cima Gnifetti 4555m – F+

Si percorre in automobile la Valsesia sino al bel paesino di Alagna 1191 m. Nella parte alta del paese si trova la funivia che porta, attraverso 3 tronchi, sino a punta Indren a quota 3260 m. Si comincia ora a camminare; si attraversa un’area con sparsi sfasciumi di incerte costruzioni in legno che ben presto si lasciano alle spalle. Il sentiero piega presto verso destra (NO) e attraverso un ben tracciato percorso su ghiacciaio prima e roccette poi si giunge al rifugio Gnifetti 3647m dove si pernotta.
La mattina presto si parte seguendo un tratto quasi pianeggiante che dicenta poi decisamente più erto quando ci troviamo sulla sinistra (O) della piramide Vincent e si continua a guadagnare rapidamente quota sino a 4000 m. L’ alta quota può cominciare a farsi sentire ma dopo la salita segue un tratto più dolce; sulla nostra destra c’è la cresta che ci separa dal ghiacciaio delle Piode ai piedi della quale si trova il biv. Giordano (o Balmenhorn), utile in caso di maltempo. Si piega leggermente a destra (NE) mirando all’evidente colle del Lys a 4151 m che si lascia presto sulla sinistra raggiungendo una sella nevosa a sinistra del Lundwigshòhe (4260m).

I Lyskamm dal colle del Lys

I Lyskamm dal colle del Lys

Si perde ora quota camminando a mezza costa sul fianco NO della punta Parrot sino ai piedi di un ripido pendio che si risale a grandi zig-zag. Si raggiunge quindi il colle Gnifetti; sulla sinistra (NO) ci sovrasta la cima Zumstein mentre sulla destra la Gnifetti.

L'ultimo ripido tratto

L'ultimo ripido tratto

Si può ora salire al rifugio Margherita, costruito sul culmine della cima Gnifetti. La salita, erta nell’ultimo tratto, non presenta alcun tipo di difficoltà se non quelli dovuti al mal di montagna.

Sulla cima

Sulla cima

Il resto del gruppo

Il resto del gruppo

Alcune delle foto sono state scattate da altri componenti del gruppo.
La descrizione è stata tratta da [QUI].