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Posted: Thu Dec 01, 2005 7:38 pm Post subject: Ferrata delle Guide - Gressoney la Trinitè |
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Dalla zona del piazzale di parcheggio delle auto a Gressoney la Trinitè, nei pressi del
cimitero, si va verso sinistra in direzione delle pareti, per imboccare il sentiero.
Si imbocca il sentiero e lo si segue, in salita, verso destra fino a raggiungere un piccola
cava di pietra in disuso. In poco più di 5 minuti dalla partenza, si raggiunge l’attacco della
ferrata.
L'attacco
PRIMO TRATTO - "PERCORSO BLU":
La prima parte della ferrata sale le rocce sulla destra, nelle vicinanze del filo di uno
spigolo. Si inizia subito con il superamento di due strapiombi che impegnano molto
l’escursionista.
Alcune delle pareti strapiombanti della prima parte
Si prosegue diritti con difficoltà inferiori, fino a raggiungere un ripiano di
terra ed erba. Qui c’è la possibilità di abbandonare la ferrata e uscire verso destra,
entrando nel bosco e raggiungendo il sentiero di discesa.
Dal ripiano erboso, si prosegue verso sinistra, seguendo il cavo della ferrata che transita
in falso-piano sotto pareti verticali per una cinquantina di metri.
Partine nella parte centrale
Si riprende a salire in verticale, superando cenge successive fino ad arrivare, oltre uno
spigolo, alla base di un bel camino. Lo si deve superare in spaccata, sfruttando i gradini
presenti sui due lati della parete.
Il camino
Superato il camino, si risalgono facili roccette, si piega leggermente verso sinistra
e si raggiunge la base di una lunga scala ancorata alla roccia, che supera un grande
strapiombo. Nei pressi c’è uno spiazzo che permette di effettuare una sosta.
Vista del Rosa
Si inizia l’ultima parte della ferrata, superando lo strapiombo grazie alla scala poi, oltre
questa, la ferrata entra sotto una serie di piccoli tetti e si esce a sinistra.
La scala
In questo punto, occorre fare molta attenzione a non sbattere la testa e la spalla destra
contro spuntoni sporgenti di roccia. Si prosegue ancora, per alcuni risalti facili, fino a
raggiungere l’ultima fascia rocciosa che sostiene il traliccio dei ripetitori. Prima della cima,
occorre ancora superare una parete strapiombante, seguita da una parte rocciosa più
appoggiata e facile e, finalmente, si raggiunge l’antenna alla sommità dell’ultimo roccione.
A fianco dell’antenna c’è uno spiazzo erboso, con una piccola cabina contenente gli
alimentatori degli apparati presenti sull’antenna stessa.
SECONDO TRATTO - "PERCORSO ROSSO":
Dall’altro lato del ponte tibetano, anziché salire direttamente in verticale per il "Percorso
Giallo", occorre scendere qualche metro verso sinistra, su un tratto molto esposto (il
passaggio viene facilitato da un tronco incastrato) che aggira lo spigolo della parete.
Oltre lo spigolo, si incontra un altro ponte tibetano, molto più corto del precedente, che
permette di superare un altro baratro e di raggiungere un piccolo spiazzo.
I due ponti tibetani
Si risale un difficile spigolo strapiombante. Anche qui è consigliato dotarsi di longe lunga,
fettucce, e moschettoni aggiuntivi per aiutarsi sui cavi metallici e sui gradini della ferrata.
La difficile parete strapiombante e la pessima fine fatta
Un ultimo passaggio molto esposto su un tetto strapiombante permette di raggiungere il
pianoro dove si trova l’alpeggio Bodma.
Guarda lo slide show della ferrata su: http://www.mayeronline.it/mountain/immagini/guide_gressoney/guide_slide.html
Descrizione tratta da http://www.eneafiorentini.it/iescur/ifer06.html _________________ Luca
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